Correre

Storie di Corsa: Alessandro Caro

Ciao Nuto,
come da accordi ti scrivo due righe sulle mie gesta sportive col G.S.Aurora. Spero che vadano bene, ho cercato di raccogliere i fatti salienti dell’esperienza col G.S. Aurora che mai dimenticherò! Spero di inviarti anche delle foto, se riesco a recuperarle dai miei.

Tutto cominciò una anonima domenica del 1980 (all’eta di 8 anni) quando Andrea Nuti mi convinse ad andare ad una gara di corsa organizzata da suo zio Nuto a Ravacciano.

Nuto mi accolse come solo lui sa fare e mi disse testuali parole: devi fare il giro dell’isolato, tu corri come sai e non pensare ad altro! Io corsi, arrivai primo e soprattutto portai a casa la mia prima coppetta che in quel momento mi sembrò un trofeo dal valore inestimabile. Quello fu l’inizio della mia “carriera” podistica e soprattutto fu l’inizio di una serie numerosissima di vittorie a livello provinciale, regionale, e nazionale (a casa dei miei conservo ancora una quantità incredibile di coppe, medaglie e trofei vari…).

Il primo campionato italiano di corsa campestre al quale disputai fu ad Arezzo in una fredda domenica del 1981 e, incredibile a dirsi, anche quella corsa fu coronata con una vittoria; nello stesso anno vinsi anche i campionati italiani su pista nei 1000 metri piani.

Dal 1981 al 1984 di 8 campionati italiani disputati (quattro di corsa campestre e quattro su pista) ne vinsi 7; unica sconfitta a Salsomaggiore (1983?) dove arrivai 6, ma, a parziale scusante, c’è il fatto che a causa del fango persi subito una scarpa e corsi l’intero tragitto con una scarpa sì ed una no. La vittoria più sofferta (ma sotto certi aspetti anche la più bella) fu invece l’ultima a livello nazionale, a Modena, nel 1984, dove la vittoria arrivò negli ultimi 2 metri dopo un sprint fulminante che mi vide recuperare ben 3 posizioni a pochi passi dall’arrivo. A livello regionale e provinciale in quegli anni invece non avevo rivali.

Tutte queste vittorie crearono un certo “rumor” sull’atleta senese, che culminarono con le prime attenzioni da parte di un selezionatore di livello internazionale (tale Dionisi se non ricordo male…). Sarà stato forse per le troppe attenzioni, forse per il repentino sviluppo fisico, forse per la passione maggiore che nutrivo per il calcio giocato, fatto sta che pian pianino iniziarono a terminare le vittorie dapprima a livello nazionale, poi quelle a livello regionale, in ultimo quelle a livello provinciale, seppur la passione non andava scemando.

Intorno ai 17/18 anni abbandonai la corsa e il G.S Aurora per dedicarmi completamente alla mia vera passione, il calcio, anche se mai dimenticherò gli splendidi anni trascorsi con l’Aurora a giro per l’italia, gli amici, le cene sociali, i viaggi in pullman, le sagre paesane, gli allenamenti al campo scuola, le vittorie e le sconfitte.

I ringraziamenti di tutto questo vanno ovviamente al grande Nuto, la cui passione non è stata scalfita dai tempi, al mio grande amico Andrea, e soprattutto ai miei genitori (Dedo e Giuli) che mi hanno instancabilmente scarrozzato di qua e di là.

Auguro al G.S. Aurora future soddisfazioni!

Con affetto e simpatia
Alessandro Caro

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